Wolfhart Pannenberg (1928-2014)

Ho saputo solo oggi, con qualche giorno di ritardo, della morte del teologo tedesco, luterano, Wolfhart Pannenberg (nato il 2 ottobre 1928, morto il 5 settembre scorso).

Facendo il teologo (o almeno il professore di teologia), non posso non ricordare uno dei nomi più significativi di quel ricco secolo teologico che è stato il Novecento; e per chi come me è molto interessato al rapporto cruciale fede-storia, la riflessione di Pannenberg occupa un posto importante.

Riproduco qui l’inizio della rievocazione di Pannenberg e del suo pensiero, scritta da Rosino Gibellini e pubblicata su L’Osservatore Romano con la data del 10 settembre:

Quando, dopo la disfatta della Germania nel 1945, in città semidistrutte e affollate da profughi le università tedesche riaprirono i battenti a studenti reduci dal fronte e dalla prigionia, a Heidelberg, nella più antica università tedesca, venne eletto come rettore un docente della facoltà di teologia (evangelica), Hans von Campenhausen, il quale tenne per l’occasione una memorabile prolusione su un tema storico denso di significato per la sua allusività: «Agostino e la caduta di Roma»… (continua qui)