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70 anni “Sources chrétiennes” – 50 anni Vaticano II

70ans_SCMi concedo un peccato, spero veniale, di immodestia segnalando la “sessione accademica” organizzata dall’Institut des Sources chrétiennes e dalla Facoltà di Teologia dell’Università cattolica di Lione, per commemorare congiuntamente i 70 anni dalla pubblicazione del primo volume delle Sources chrétiennes (si trattava della Vita di Mosè di Gregorio di Nissa, a cura di J. Daniélou, e uscì tra la fine del 1942 e l’inizio del 1943) e i 50 anni del Vaticano II: sono stato invitato a parlare dei Padri della Chiesa nella Lumen gentium. La sessione si tiene a Lione, all’Università Cattolica, martedì 15 gennaio 2013, dalle 17,30 alle 20,30. Dal piccolo ma importante inizio di 70 anni fa, la collezione Sources chrétiennes ha pubblicato a oggi circa 550 volumi e costituisce una collezione di riferimento per lo studio della patristica e non solo.

11 ottobre 1962

«Questa giornata segna l’apertura solenne del Concilio Ecumenico. La cronaca è su tutti i giornali e per Roma è nei cuori esultanti di tuti. Ringrazio il Signore che mi abbia fatto non indegno dell’onore di aprire in nome suo questo inizio di grandi grazie per la sua Chiesa Santa. Egli dispose che la prima scintilla che preparò durante tre anni questo avvenimento uscisse dalla mia bocca e dal mio cuore. Ero disposto a rinunziare anche alla gioia di questo inizio. Con la stessa calma ripeto il “Fiat voluntas tua” circa il mantenermi a questo primo posto di servizio per tutto il tempo e per tutte le circostanze della mia umile vita, e a sentirmi arrestato in qualunque momento perché questo impegno di procedere, di continuare e di finire passi al mio successore. Fiat voluntas tua, sicut in coelo et in terra [Mt 6,10]»

dai “Diari” di A. Roncalli / Giovanni XXIII pubblicati a cura dell’Istituto per le scienze religiose di Bologna, alla data 11 ottobre 1962.

Il Concilio in diretta

I libri sul concilio Vaticano II si moltiplicano, com’è giusto che sia in questa stagione di cinquantesimo anniversario della sua apertura. Ricevo ora e segnalo con ammirazione la grande ricerca di uno studioso reggiano, Federico Ruozzi, Il concilio in diretta. Il Vaticano II e la televisione tra informazione e partecipazione, Il Mulino, Bologna 2012: un ampio studio (560 p.) che rilegge la vicenda conciliare nella prospettiva della comunicazione televisiva, in particolare della televisione italiana (la RAI di Ettore Bernabei), che svolge un efficiente e documentato lavoro di informazione e approfondimento sull’evento che stava trasformando in profondità la vita della Chiesa cattolica. Ne risulta tra l’altro una documentazione audiovisiva che costituisce oggi una fonte preziosa per la storiografia del Vaticano II.

Federico Ruozzi ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università di Modena e Reggio e dal 2007 svolge attività scientifica presso la Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII.

Perle del Concilio

Avendo avuto l’onore di essere invitato a collaborare, in mezzo ad altri ben più autorevoli di me, al commento delle “perle del concilio Vaticano II” di cui si parla nel volume in pubblicazione da parte delle Edizioni Dehoniane di Bologna, segnalo volentieri l’incontro di presentazione del libro, che si terrà il prossimo 9 ottobre 2012, alle ore 19, ai Musei Vaticani: con interventi dei cardd. G. Ravasi e A. Scola, di mons. B. Forte e del curatore del volume, M. Vergottini; e invito soprattutto a prendere il libro e gustare le 365 perle che vi sono raccolte.

 

 

Quello che vogliono i lefebvriani

Il titolo del post è lo stesso di un intervento di Gianni Gennari pubblicato su Vatican Insider, il portale di informazione religiosa de “La Stampa” (**). Mi sembra interessante, e ne consiglio la lettura (cliccare qui), accostandola magari a quella del recente libro di G. Miccoli, La Chiesa dell’anticoncilio. I tradizionalisti alla riconquista di Roma, Laterza 2011.

Concilio Vaticano II e rito della Messa

Riprendo dal blog di Matias Augé questo intervento del papa Paolo VI, tenuto nel corso del Concistoro del 24 maggio 1976:

[…] Si osa affermare che il Concilio Vaticano II non è vincolante; che la fede sarebbe in pericolo altresì a motivo delle riforme e degli orientamenti post-conciliari, che si ha il dovere di disobbedire per conservare certe tradizioni. Quali tradizioni? È questo gruppo, e non il Papa, non il Collegio Episcopale, non il Concilio Ecumenico, a stabilire quali, fra le innumerevoli tradizioni debbono essere considerate come norma di fede! Come vedete, venerati Fratelli nostri, tale atteggiamento si erge a giudice di quella volontà divina, che ha posto Pietro e i Suoi Successori legittimi a Capo della Chiesa per confermare i fratelli nella fede, e per pascere il gregge universale, che lo ha stabilito garante e custode del deposito della Fede.

E ciò è tanto più grave, in particolare, quando si introduce la divisione, proprio là dove congregavit nos in unum Christi amor, nella Liturgia e nel Sacrificio Eucaristico, rifiutando l’ossequio alle norme definite in campo liturgico. È nel nome della Tradizione che noi domandiamo a tutti i nostri figli, a tutte le comunità cattoliche, di celebrare, in dignità e fervore la Liturgia rinnovataL’adozione del nuovo “Ordo Missae” non è lasciata certo all’arbitrio dei sacerdoti o dei fedeli: e l’Istruzione del 14 giugno 1971 ha previsto la celebrazione della Messa nell’antica forma, con l’autorizzazione dell’Ordinario, solo per sacerdoti anziani o infermi, che offrono il Divin Sacrificio sine populoIl nuovo Ordo è stato promulgato perché si sostituisse all’antico, dopo matura deliberazione, in seguito alle istanze del Concilio Vaticano II. Non diversamente il nostro santo Predecessore Pio V aveva reso obbligatorio il Messale riformato sotto la sua autorità, in seguito al Concilio Tridentino […]