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Ancora sul “pro multis”

L’amico e collega Franceso Pieri ha pubblicato sulla rivista Il Regno (per la precisione: Il Regno – Attualità, n. 10/2012 [maggio 2012], pp. 297ss) una riflessione attenta e giudiziosa (a mio parere) sulla travagliata questione (cf. già questo post) della traduzione delle parole del Signore sul calice, nella celebrazione della Messa: “pro multis”.

Ne “estraggo” solo la proposta complessiva di traduzione italiana delle parole sul pane e sul calice, invitando chi è interessato a leggere tutto l’articolo, che motiva le scelte di traduzione suggerite:

«Prendete e mangiatene tutti: (poiché) questo è il mio corpo che sarà consegnato per voi.

Prendete e bevetene tutti: (poiché) questo è il calice del mio sangue, / (il sangue) della nuova ed eterna alleanza, / che sarà versato per voi e per una moltitudine, in remissione dei peccati.
Fate questo in memoria di me».

 

Tempo ordinario, tempo dello Spirito

Ancora una volta per invito di Settimana ho scritto una riflessione sul “tempo ordinario” – nella quale la liturgia ci ha introdotti da qualche giorno – come “tempo dello Spirito”. L’idea che sviluppo è che lo Spirito santo è dono particolarmente presente nell’“ordinario” della vita della Chiesa e del cristiano; e ne sottolineo due aspetti, quello di “traduzione” (lo Spirito santo “grande traduttore”, guida alla traduzione paziente del vangelo nella vita degli uomini), e quello di “discernimento”, soprattutto di fronte alle difficoltà e chiusure che l’annuncio del vangelo incontra. E se qualche volta fosse lo Spirito stesso a “impedire” l’evangelizzazione (cf. Atti 16!), per sfidare la Chiesa a cercare vie nuove?

L’articolo può essere scaricato gratuitamente dal sito della rivista: clicca qui per il link diretto.

Lingua sacra o lingua liturgica?

Nel suo sito Liturgia opus trinitatis, il p. M. Augé ha recentemente inserito un articolo di U. M. Lang sulla questione della lingua latina nella liturgia, corredandolo con alcune osservazioni e rilievi, che mi sembrano molto opportune (soprattutto per non confondere la nozione storico-religiosa di “lingua sacra”, di dubbia pertinenza in ambito cristiano, con la questione della lingua liturgica). Trovate il testo di Lang con le osservazioni di Augé a questo link.

“Per voi e per…”?

Ancora sulla nuova traduzione inglese del Messale (cf. articolo del 2 gennaio; mi scuso di rinviare a queste cose, ma sono istruttive anche per ciò che potrebbe arrivare nella nostra liturgia in italiano…): For You and Who Else? What is lost in the new Roman Missal, un articolo del domenicano Paul Philibert, pubblicato sull’ultimo numero di America del 3 gen. 2011, affronta la questione della versione del “… versato per voi e per tutti” nelle parole del racconto dell’ultima Cena. Come si sa, la Congregazione per il Culto divino sta imponendo una traduzione letterale (“per voi e per molti”), in realtà – come mostra fr. Philibert – meno fedele al senso dello stesso testo greco e che rischia di suonare in contraddizione con quanto affermato esplicitamente e a più riprese nella dottrina cattolica (cf. ad es. il Catechismo della Chiesa cattolica al n. 605). L’articolo è liberamente accessibile a questo link.

Liturgia e potere

“Worship and power”, del gesuita Philip Endean, è un articolo apparso su The Tablet dell’agosto 2010: partendo dalla discussa nuova traduzione inglese del Messale Romano, pone una serie di questioni interessanti che riguardano anche il modo in cui è stato condotto tutto il rifacimento della traduzione inglese del Messale: una modalità che sollecita interrogativi più generali su certe prassi ecclesiali (ad es. il segreto), che hanno sollevato non pochi problemi anche in altri ambiti, come sappiamo. Vale la pena di leggerlo: è in libero accesso sul sito del Tablet, oppure scaricatelo qui in pdf.