Ancora i nostri fratelli monaci…

tibhirine_moinesSo di essere un po’ ripetitivo, ma non mi sembra che sia già arrivato il momento di lasciar cadere questa memoria. 21 maggio: diciassettesimo anniversario della morte dei monaci dell’Atlas, i trappisti di Tibhirine, in Algeria.

Così, nel foglio i presentazione del monastero agli ospiti, sotto la frase del profeta (e del vangelo) “La mia casa è casa di preghiera per tutti i popoli” (Lc 19,46; Is 56,7), presentavano la loro vocazione:

Ospiti del popolo algerino, musulmano nella quasi totalità, questi fratelli vorrebbero contribuire a testimoniare che la pace tra i popoli è un dono di Dio fatto agli uomini di ogni luogo e di ogni tempo e che spetta ai credenti, qui e ora, rendere manifesto questo dono inalienabile, in particolar modo attraverso la qualità del loro rispetto reciproco e il sostegno esigente di una sana e feconda emulazione spirituale.
Accanto agli oranti dell’Islam, essi fanno professione di celebrare, giorno e notte, questa comunione in divenire e di non stancarsi di accoglierne i segni, come eterni mendicanti d’amore, per tutta la loro vita, se così piace a Dio, nel recinto di questo monastero dedicato a Maria, madre di Gesù, sotto l’appellativo di Notre-Dame-de-l’Atlas.

21 maggio, I martiri di Tibhirine

È il sedicesimo anniversario del martirio dei monaci trappisti di Tibhirine (21 maggio 1996). Mi piace ricordare questi fratelli, e con loro tutti gli altri martiri della Chiesa in Algeria degli anni ’90, nella loro solidarietà con il popolo algerino vittima della violenza, con la foto delle pietre tombali dei monaci (presa dal sito del Monastero di Tibhirine) e con queste parole di fr. Christophe Lebreton (scritte sul diario alla data del 26 agosto 1994):

‘Per me tu prepari una tavola davanti ai miei nemici’ [Sal 23,5]. Perché l’unico atteggiamento che resiste al Male, che regge di fronte alla sua decisione di uccidere, è il Dono.

A 15 anni dal martirio dei trappisti di Tibhirine

Il 21 maggio ricorre il 15° anniversario del martirio dei monaci trappisti del monastero di Tibhirine, nell’Atlas, in Algeria. Li ricordo con queste righe di uno di loro, fr. Christophe Lebreton:

Andiamo Padre, andiamo a dire grazie
Andiamo al Cristo
Andiamo Padre, andiamo come Chiesa
Andiamo nella fede
Andiamo nel vento per dire ti amo
Andiamo per la pace vera e il pane autentico
E per la libertà, è tempo di finirla
Con il male
Per un tuo bacio
Che farà tutte le cose
Nuove e belle
Nell’amore.
Andiamocene, fratelli, in sacrificio di lode
A Dio.