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Terremoto, dopo un anno

terremotoQuasi un anno fa (era il 1 giugno 2012), avevo segnalato un articolo di Michele Brambilla che, su La Stampa, ricordava – contro certi titoli catastrofistici – che L’Emilia c’è ancora (sebbene, in quei giorni, molto sconquassata…).

Nel giorno anniversario della prima scossa, quella del 20 maggio, torno ancora a Michele Brambilla, segnalando un suo servizio video che parla di ciò che si va ricostruendo (tra questo, anche i caseifici e i magazzini del Parmigiano-Reggiano: ho una ragione autobiografica, oltre che di gusto, per essere sensibile a questa cosa…).

Ancora una volta, teniamo botta…

 

 

Terremoto 4: Reggiolo

A due mesi di distanza dal terremoto che ha colpito la nostra regione, sono stato a fare un giro a Reggiolo, per vedere più da vicino la situazione e salutare l’amico parroco don Gino Bolognesi, anche lui “sloggiato” dall’abitazione (l’oratorio parrocchiale, destinato a demolizione) e abitante in un piccolo container che fa fatica a contenerlo tutto…

Vista da vicino (anche più da vicino di quanto sarebbe consentito…) la situazione appare drammatica. Il campanile (cf. foto) adesso è imbragato e non rischia più di crollare sulla pubblica via, ma questo è niente, per certi aspetti. Eppure, come si dimentica in fretta!

E parlando di terremoto: meritano una letture le pagine che il n. 12 della rivista delle Ed. Dehoniane Il Regno – Attualità ha dedicato appunto al terremoto (l’intera rivista è disponibile on line a questo link).

Terremoto 2


Si ha come l’impressione che Mirandola sia costruita su un vulcano… Nell’immagine (aggiornata l’1 giugno riprendendo le rilevazioni dell’European-Mediterranean Seismological Centre riportate su Google Earth) la mappa degli eventi tellurici delle ultime due settimane (i cerchietti rossi; cliccando sull’immagine la si può vedere un po’ più grande).

Un pensiero solidale a tutti coloro che vivono in questo dramma nella bassa emiliana, in particolare all’amico e collega don Carlo Truzzi, parroco di Mirandola, ai preti suoi collaboratori, a tutta la parrocchia.