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Pasqua

Angeli parlano
e donne gridano
annunci incredibili
a discepoli impauriti
e uomini poveri
lungo il cammino
hanno pane
e amicizia a nutrire
la sera del cuore
e Lui più non ha
limiti alle prigioni
della nostra paura.
Mangia ancora
alle nostre mense,
ha trafitto i muri
delle nostre case,
amorosamente viola
le nostre porte.
Ci ha vinti all’alba
nel torpore lacerato
del nostro cielo di nubi
mentre c’insidiavano
il sonno e i fantasmi.
Adesso è Luce sul mondo
la tua carne trafitta,
il nostro cammino stanco.

Bernardo Antonini (da Poesie sulla Pasqua a c. di R. Colla, Vicenza 1992, pp. 5-6)

“Non è qui, è risorto!”

Pasqua2014La mia riflessione sulla Pasqua, sollecitata dalla rivista Settimana, è disponibile a questo link (oppure anche a quest’altro).

Ma colgo l’occasione per ritornare, dopo molto tempo, anche al Bangladesh e in particolare alle comunità cristiane che vivono lì, piccola minoranza nell’oceano musulmano e indù.

Un articolo (in francese) pubblicato sul sito web delle Missioni Estere di Parigi (cf. questo link) dà conto delle tribolazioni vissute anche in questi giorni pasquali da una famiglia cristiana di Dacca, la cui casa è stata incendiata nella notte fra il 21 e 22 aprile: ultimo episodio di una serie di persecuzioni e attacchi che continuano ormai da molto tempo…

Pesach

PASQUA

Ditemi: in cosa differisce
Questa sera dalle altre sere?
In cosa, ditemi, differisce
Questa pasqua dalle altre pasque?
Accendi il lume, spalanca la porta
Che il pellegrino possa entrare,
Gentile o ebreo:
Sotto i cenci si cela forse il profeta.
Entri e sieda con noi,
Ascolti, beva, canti e faccia pasqua.
Consumi il pane dell’afflizione,
Agnello, malta dolce ed erba amara.
Questa è la sera delle differenze,
In cui s’appoggia il gomito alla mensa
Perché il vietato diventa prescritto
Così che il male si traduca in bene.
Passeremo la notte a raccontare
Lontani eventi pieni di meraviglia,
E per il molto vino
I monti cozzeranno come becchi.
Questa sera si scambiano domande
Il saggio, l’empio, l’ingenuo e l’infante,
E il tempo capovolge il suo corso,
L’oggi refluo nel ieri,
Come un fiume assiepato sulla foce.
Di noi ciascuno è stato schiavo in Egitto,
Ha intriso di sudore paglia ed argilla
Ed ha varcato il mare a piede asciutto:
Anche tu, straniero.
Quest’anno in paura e vergogna,
L’anno venturo in virtù e giustizia.

Primo Levi, 9 aprile 1982

(Ad ora incerta, Garzanti).

Esperienze della Pasqua

20131216Auguro a tutti buona Pasqua, riproponendo qui di seguito la riflessione che ho scritto su invito di Settimana (cf. n. 12-13/2013) in vista delle feste pasquali.

Esperienze della Pasqua

A pensarci bene, proprio quando si tratta di dire le cose più decisive, quelle senza le quali il cristiano non potrebbe vivere – e la fede pasquale è senza dubbio tra queste, ne è anzi la prima –, il linguaggio della fede ricorre a parole e ad immagini semplici, che rimandano a esperienze elementari: quasi che il linguaggio più complesso, anziché onorare la fede alla quale dovrebbe dare un’espressione, finisca per oscurarla e renderla così più lontana e inaccessibile. Una certa abitudine ci ha portato a non vedere più la radicale semplicità di certi termini, come, per fare un esempio, quello che indica la risurrezione di Cristo a partire dall’immagine del destarsi dal sonno, o dell’alzarsi: ma in questa semplicità è possibile afferrare, per quanto possibile nelle nostre condizioni, ciò che vi è di più vitale per il credente.
Il linguaggio biblico abbonda di queste espressioni, e anche in questo esso può offrirci ancora modelli di linguaggio ammirevoli, anche di fronte al compito permanente di annunciare Cristo morto e risorto all’uomo di oggi.

Lungo la via

Nel vangelo di Luca, che accompagna la liturgia festiva di questo anno (e che, come si sa, va letto con il complemento degli Atti degli apostoli), gli studiosi hanno osservato da molto tempo la rilevanza del tema della “via”: non sarebbe sbagliato, alla luce del terzo vangelo, leggere nel mistero pasquale il proseguimento, anzi il compimento, di un itinerario che si rivela apparentemente incompiuto.
Gesù è mostrato itinerante, del resto, fin dall’inizio del vangelo (itinerante, possiamo dire, già dal momento in cui Maria di Nazaret si mette in viaggio sui monti della Giudea per andare a visitare Elisabetta: cf. Lc 2,39); che il viaggio di Gesù possa incontrare l’opposizione anche violenta, i tentativi di bloccarlo, è detto già nella scena inaugurale del suo ministero (cf. 4,28-30); che il suo “esodo” abbia come meta il mistero pasquale è ben evidente nel racconto lucano della trasfigurazione (cf. 9,28-36: solo Luca vi usa al v. 31 il termine exodos, che contiene odós, strada), che precede di poco la grande “sezione lucana” del viaggio di Gesù a Gerusalemme (cf. 9,51–18,43).
Continua la lettura di Esperienze della Pasqua

Tracce della risurrezione

I molti impegni soprattutto di insegnamento mi hanno distolto per più di un mese da queste pagine… mi “salva” ancora una volta la rivista Settimana**, chiedendomi qualche riga di riflessione per la prossima Pasqua. Mi è sembrato bello pensare a come possiamo cercare “tracce di risurrezione” nel nostro mondo, per essere sostenuti nella speranza di partecipare, con i nostri fratelli e sorelle in umanità e con l’intera creazione, alla gloria del Risorto.

L’articolo può essere scaricato a questo link (sito della rivista Settimana), o cliccando sull’immagine della rivista stessa. E buona Pasqua a tutti!