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Ancora sul “pro multis”

L’amico e collega Franceso Pieri ha pubblicato sulla rivista Il Regno (per la precisione: Il Regno – Attualità, n. 10/2012 [maggio 2012], pp. 297ss) una riflessione attenta e giudiziosa (a mio parere) sulla travagliata questione (cf. già questo post) della traduzione delle parole del Signore sul calice, nella celebrazione della Messa: “pro multis”.

Ne “estraggo” solo la proposta complessiva di traduzione italiana delle parole sul pane e sul calice, invitando chi è interessato a leggere tutto l’articolo, che motiva le scelte di traduzione suggerite:

«Prendete e mangiatene tutti: (poiché) questo è il mio corpo che sarà consegnato per voi.

Prendete e bevetene tutti: (poiché) questo è il calice del mio sangue, / (il sangue) della nuova ed eterna alleanza, / che sarà versato per voi e per una moltitudine, in remissione dei peccati.
Fate questo in memoria di me».

 

“Per voi e per…”?

Ancora sulla nuova traduzione inglese del Messale (cf. articolo del 2 gennaio; mi scuso di rinviare a queste cose, ma sono istruttive anche per ciò che potrebbe arrivare nella nostra liturgia in italiano…): For You and Who Else? What is lost in the new Roman Missal, un articolo del domenicano Paul Philibert, pubblicato sull’ultimo numero di America del 3 gen. 2011, affronta la questione della versione del “… versato per voi e per tutti” nelle parole del racconto dell’ultima Cena. Come si sa, la Congregazione per il Culto divino sta imponendo una traduzione letterale (“per voi e per molti”), in realtà – come mostra fr. Philibert – meno fedele al senso dello stesso testo greco e che rischia di suonare in contraddizione con quanto affermato esplicitamente e a più riprese nella dottrina cattolica (cf. ad es. il Catechismo della Chiesa cattolica al n. 605). L’articolo è liberamente accessibile a questo link.

Liturgia e potere

“Worship and power”, del gesuita Philip Endean, è un articolo apparso su The Tablet dell’agosto 2010: partendo dalla discussa nuova traduzione inglese del Messale Romano, pone una serie di questioni interessanti che riguardano anche il modo in cui è stato condotto tutto il rifacimento della traduzione inglese del Messale: una modalità che sollecita interrogativi più generali su certe prassi ecclesiali (ad es. il segreto), che hanno sollevato non pochi problemi anche in altri ambiti, come sappiamo. Vale la pena di leggerlo: è in libero accesso sul sito del Tablet, oppure scaricatelo qui in pdf.