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Suonare Beethoven a Teheran

Questa è una di quelle notizie che mi fanno sperare… e chi mi compensano dell’impossibilità di tornare in tempi brevi in visita in Iran (dopo il viaggio del 2014), come avevo sperato di fare fino a qualche settimana fa… Grandezza della musica, e della volontà di costruire ponti:

Il caso. Suonare Beethoven a Teheran. Paolo Olmi: “La musica costruisce ponti”


Claudio Monici – Inviato A Teheran lunedì 16 gennaio 2017 
Giovedì, per la prima volta dalla rivoluzione islamica del 1979, un’orchestra occidentale si esibisce in Iran: è quella del Festival Puccini, impegnata nella “Quinta sinfonia”, con musicisti iraniani…
(l’articolo con l’intervista intera si può leggere sul sito web di Avvenire)

Si coglie col cuore come una poesia

Il titolo del post viene da un verso di Rumi, il grande poeta persiano del XIII secolo: ed è anche il titolo proposto per un momento di incontro con la poesia, la musica, la storia, la civiltà e il presente problematico di ciò che oggi è l’Iran (sì, torno ancora sull’Iran…)

Il tutto domenica 18 gennaio 2015 alle 17.30, nel quadro di Phos hilarón – gli appuntamenti proposti dall’IDML di Reggio Emilia e dalla Casa “Madonna dell’Uliveto”: poesia, canzoni popolari, immagini, testimonianze, testi di scrittori (scrittrici, soprattutto) dell’Iran di ieri e di oggi: e, per finire, la celebre aria “Ombra mai fu” dal Serse di G.F. Händel: uno dei più celebri esempi dell’incontro fra la civiltà millenaria della Persia e l’Occidente. Scaricate qui la locandina dell’evento.

In viaggio con i Magi

Dopo il mio viaggio estivo in Iran, non potevo non tornare con la convinzione che i magi provenienti da Oriente fossero persiani (così sono raffigurati nel mosaico di S. Apollinare Nuovo a Ravenna, che vedete qui).

Spinto da questa convinzione, ho provato a riflettere sul Natale proprio partendo dai Magi e dal loro lungo cammino (almeno 2000 chilometri, se venivano dall’antica Persia) verso Betlemme. Mi sono lasciato ispirare anche da una lirica di T.S. Eliot, Il viaggio dei Magi: il risultato è un articolo pubblicato su Settimana poco prima di Natale.

Chi fosse interessato, lo può scaricare a questo link.

L’Iran che dialoga

Il titolo di questo post non è mio, ma è quello di un articolo di B. Cervellera, pubblicato sulla rivista del Pime Mondo e missione, nel numero di ottobre di quest’anno (lo potete leggere on line a questo link) . Mi permetto di raccomandarne la lettura. Sono stato in Iran, per un paio di settimane, nel mese di agosto, in visita a un amico; non sono stato a Qom (se ne parla nell’articolo di Cervellera), ma tutto quel che ho potuto vedere e ascoltare mi fa ritrovare in pieno in quanto si legge nell’articolo; avrei voluto scrivere qualcosa di questa visita, e può anche darsi che presto o tardi lo faccia, ma non saprei certo dire le cose meglio di come fa Cervellera.

Aggiungo che l’Iran è anche la grande ricchezza della civiltà persiana, dall’epoca biblica in poi – sentir nominare Ciro, l’imperatore persiano, nel testo di Isaia che si leggeva nella Messa di domenica 19 ottobre (Isaia 45,1-6), fa un’altra impressione, dopo aver visto la sua tomba (cf. foto) e aver camminato nei siti archeologici di Persepoli o delle tombe degli Achemenidi. E l’Iran è anche la grande cordialità e ospitalità dei suoi attuali abitanti. I problemi e le contraddizioni non mancano, sono anzi giganteschi: proprio per questo non dovremmo abbandonare questo paese ai nostri pregiudizi e alla nostra poca conoscenza.