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A S. Polo d’Enza (RE) una giornata su Bonhoeffer

Quanto segue è stato pubblicato come commento al mio post su Bonhoeffer dell’8 aprile scorso.
Data l’importanza della cosa, la riprendo qui in modo più visibile:

A S.Polo d’Enza, presso Villa Albarelli (ex Villa Triglia: cf. foto), sabato 27 giugno, verrà organizzata una giornata di riflessione su D. Bonhoeffer ed E. Bethge, intitolata: “I teologi che si schierarono contro Hitler e il nazismo”. Ricorre quest’anno il 70° anniversario dell’esecuzione di D. Bonhoeffer (04/02/1906-08/04/1945), teologo luterano tedesco, una delle voci più importanti del mondo cristiano riformato.
Eberhard Bethge (1909-2000) è stato allievo (anche se solo di tre anni più giovane) e amico di Bonhoeffer, fin dai tempi della frequentazione del seminario della Chiesa confessante di Finkenwalde. Entrambi pastori protestanti, furono impegnati nella Resistenza antinazista.
A S.Polo, presso Villa Triglia, nell’estate del ’44 Bethge era di stanza come furiere di un distaccamento del controspionaggio Wehrmacht ed intrattenne una straordinaria corrispondenza con l’amico incarcerato a Berlino-Tegel. Nel dopoguerra quelle lettere confluirono nel volume “Resistenza e Resa”, a cura dello stesso Bethge, che fino all’ultimo si dedicò a far conoscere, anche a livello internazionale, il pensiero di Bonhoeffer.
Nel 1998 Bethge tornò, dopo cinquantaquattro anni, a S.Polo dove gli fu conferita la cittadinanza onoraria. Il convegno ricorda i due teologi proprio nel luogo in cui Bethge soggiornò durante la guerra.
Interverranno: Mirca Carletti: Sindaco di S.Polo. Granicoli Albarelli: proprietario di Villa Triglia. Antonio Zambonelli: “Da Berlino-Tegel a Villa Triglia: le lettere di Bonhoeffer”. Matthias Durchfeld: “Conversazioni con E. Bethge, cittadino di S.Polo”. Albertina Soliani: “La Comunità del cuore e le radici dell’Europa”. Don Giuseppe Dossetti: “Un’etica cristiana delle responsabilità per credenti e laici”. Mirco Carrattieri: “Il contributo tedesco alla Resistenza italiana”.
La giornata di riflessione avrà inizio alle ore 9,30 e termine alle 12,30 di sabato 27 giugno.
Per informazioni segreteria organizzativa, clicca qui

9 aprile 1945: la morte di Dietrich Bonhoeffer

Il 9 aprile di settant’anni fa il pastore e teologo luterano Dietrich Bonhoeffer (nella foto, che lo ritrae nella prigione di Tegel, è il secondo da destra) veniva impiccato a Flossenbürg, insieme con quasi tutti gli  altri del gruppo di opposizione al nazismo che si era radunato attorno all’ammiraglio W. F. Canaris, ucciso nella stessa occasione: tre settimane sole prima del suicidio di Hitler, e un mese prima della resa dell’esercito tedesco…

Nella biografia degli ultimi due anni della vita di Bonhoeffer, trascorsi in carcere (era stato arrestato il 5 aprile del 1943), e nella riflessione che ne nasce, c’è un luogo reggiano importante: S. Polo e la vicina Canossa. Qui era di stanza come militare, nell’estate del 1944, Eberhard Bethge, l’amico fraterno di Bonhoeffer, con il quale Dietrich riusciva a intrattenere una corrispondenza (clandestina) anche in questi mesi così difficili. Proprio al periodo di stanza a S. Polo di Bethge risalgono alcuni dei testi più noti e importanti di Bonhoeffer, che saranno il nucleo di Resistenza e resa (ed. italiana: Queriniana), il libro – curato in un primo tempo dallo stesso Bethge – che raccoglie tutti testi scritti da Bonhoeffer durante il periodo della carcerazione.

Da queste pagine, per ricordare Bonhoeffer a 70 anni dalla morte, prendo  due testi. Il primo è un estratto di una lettera inviata a Bethge con la data 14 agosto 1944, per fargli gli auguri di compleanno, la cui data cadeva due settimane più tardi:

Dio non porta a compimento tutti i nostri desideri, bensì tutte le sue promesse [cf. 2 Cor 1,20], cioè egli rimane il Signore della terra, conserva la sua Chiesa, ci dona sempre nuova fede, non ci impone mai pesi maggiori di quanto possiamo sopportare, ci rende lieti con la sua vicinanza e il suo aiuto, esaudisce le nostre preghiere e ci conduce a sé attraverso la via migliore e più diritta (Resistenza e resa, ed. 2002, p. 530).

Per lo stesso compleanno di Bethge, Bonhoeffer scrisse anche la poesia Stazioni sulla vita della libertà:

Disciplina
Se ti parti alla ricerca della verità, impara anzitutto
la disciplina dei sensi e dell’anima, affinché i desideri
e le membra non ti portino ora qui ora là.
Casti siano il tuo spirito e il tuo corpo, a te pianamente sottomessi
e  ubbidienti, nel cercare la meta loro assegnata.
Nessuno apprende il segreto della libertà, se non attraverso la disciplina.

Azione
Fare e osare non una cosa qualsiasi, ma il giusto;
non ondeggiare nelle possibilità, ma afferrare coraggiosamente il reale;
non nella fuga dei pensieri, solo nell’azione è la libertà.
Lascia il pavido esitare e gettati nella tempesta degli eventi
sostenuto solo dal comandamento di Dio e dalla tua fede,
e la libertà accoglierà giubilando il tuo spirito.

Sofferenza
Straordinaria trasformazione. Le tue forti, attive mani
sono legate. Impotente, solo, vedi la fine
della tua azione. Ma tu prendi fiato, e ciò che è giusto poni,
silenzioso e consolato, in mani più forti, e ti senti appagato.
Solo un istante attingesti beato la felicità,
e poi la consegnasti a Dio, perché le desse splendido compimento.

Morte
Vieni, ora, festa suprema sulla via verso l’eterna libertà,
morte, rompi le gravose catene e le mura
del nostro effimero corpo e della nostra anima accecata,
perché finalmente vediamo ciò che qui ci invidiato di vedere.
Libertà, a lungo ti cercammo nella disciplina, nell’azione e nella sofferenza.
Morendo, te riconosciamo ora nel volto di Dio. (Resistenza e resa, ed. 2002, pp. 531-532)

70 anni fa l’ultimo capodanno di Bonhoeffer

Avevo già pubblicato sul sito, alla fine del 2011, la poesia che Dietrich Bonhoeffer scrisse in vista del capodanno 1944 – l’ultimo della sua vita, perché sarà impiccato il 9 aprile 1945 per la sua partecipazione alla cospirazione contro Hitler e il regime nazista.

Mi permetto di ricordarla anche quest’anno, a 70 anni da quando Bonhoeffer la scrisse e come augurio soprattutto per chi si sente solo, circondato da paure, ferito dalla vita.

(cliccate sul primo verso per scaricare il testo tutto intero in pdf)

Circondato fedelmente e tacitamente da benigne potenze…

 

Buon 2012

Condivido con i meno di 25 lettori di questo blog una poesia, del resto molto nota, di Dietrich Bonhoeffer, scritta in carcere in occasione del capodanno del 1945, quindi pochi mesi prima della sua morte. Con l’augurio a tutti di un nuovo anno in benedizione.

Circondato fedelmente e tacitamente da benigne potenze,
meravigliosamente protetto e consolato,
voglio questo giorno vivere con voi,
e con voi entrare nel nuovo anno.

Del vecchio, il nostro cuore ancora vuole lamentarsi,
ancora ci opprime il grave peso di brutti giorni,
oh, Signore, done alle nostre anime impaurite
la salvezza alla quale ci hai preparato.

E tu ci porgi il duro calice, l’amaro calice
della sofferenza, ripieno fino all’orlo,
e così lo prendiamo, senza tremare,
dalla tua buona, amata mano.

E tuttavia ancora ci vuoi donare gioia,
per questo mondo e per lo splendore del tuo sole,
e noi vogliamo allora ricordare ciò che è passato
e così appartiene a te la nostra intera vita.

Fa’ ardere oggi le calde e silenziose candele,
che hai portato nella nostra oscurità;
riconducici, se è possibile, ancora insieme.
Noi lo sappiamo, la tua luce arde nella notte.

Quando il silenzio profondo scende intorno a noi,
facci udire quel suono pieno
del mondo, che invisibile s’estende intorno a noi,
l’alto canto di lode di tutti i tuoi figli.

Da potenze benigne meravigliosamente soccorsi,
attendiamo consolati ogni futuro evento.
Dio è con noi alla sera e al mattino,
e senza fallo, in ogni nuovo giorno.