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Violenze cristiano-musulmane in Bangladesh

Qui nevica alla grande, ma nonostante i disagi e i contrattempi, non ci si può lamentare: altrove le cose sono molto più difficili, come in questo villaggio del Bangladesh, Chirakhota, vicino a Dinajpur (nord-ovest del paese), dove la comunità cattolica, composta di tribali dell’etnia Santal è stata vittima, nei giorni scorsi, di una serie di attacchi che hanno portato alla distruzione del villaggio. Riprendo la notizia da Asianews (la foto invece è mia, e viene anch’essa da un villaggio vicino a Dinajpur, che ho visitato nel 2006).

Dinajpur (AsiaNews) – “Vogliamo una soluzione permanente e vivere in pace con tutte le comunità. Il governo ci deve aiutare”. È l’appello lanciato su AsiaNewsda mons. Sebastian Tudu, vescovo della diocesi di Dinajpur, dopo una serie di scontri avvenuti tra cattolici e musulmani nel villaggio di Chirakhota, per questioni legate ad alcuni terreni. L’apice della tensione è stato raggiunto il 24 gennaio scorso, quando oltre 300 musulmani hanno attaccato la comunità cattolica, composta da tribali di etnia Santal.

Gli appezzamenti contesi sono proprietà della comunità cattolica, che li possiede con regolari documenti dal 1971. All’epoca, nel pieno della guerra di liberazione dal Pakistan, era stata una donna indù a vendere loro i terreni. Di recente, un musulmano ha tentato di espropriare l’appezzamento, ma il tribunale si è espresso in favore dei Santal.

Il 24 gennaio oltre 300 membri della comunità islamica hanno assaltato il villaggio. I cattolici si sono difesi con arco e frecce, le loro armi tradizionali, e un musulmano è rimasto ucciso. A quel punto, la collera si è scatenata e gli altri musulmani hanno saccheggiato riso, cibo, vestiti, soldi, oltre 100 mucche, e dato fuoco a tutte le 60 case dell’insediamento.

La polizia ha arrestato 19 cattolici per la morte del musulmano. Entrambe le parti hanno riportato molti feriti.

Dipali Tudu, 22enne cattolica, era al villaggio nel momento dell’attacco. Adesso ha lasciato la zona per questioni di sicurezza: “I musulmani ci hanno attaccato e hanno tentato di molestare alcune di noi. Perciò ho sono andata via, in un’altra città. Siamo molto delusi, noi vogliamo vivere in pace”.

Lo scorso anno la chiesa cattolica di Boldipukur – sempre nella diocesi di Dinajpur – è stata vittima di una vicenda simile, legata a questioni terriere. Gli assalitori hanno rubato oggetti di vario valore e i documenti di proprietà dei terreni. Tre suore sono state picchiate e hanno subito un tentativo di violenza.

“Non è qui, è risorto!”

Pasqua2014La mia riflessione sulla Pasqua, sollecitata dalla rivista Settimana, è disponibile a questo link (oppure anche a quest’altro).

Ma colgo l’occasione per ritornare, dopo molto tempo, anche al Bangladesh e in particolare alle comunità cristiane che vivono lì, piccola minoranza nell’oceano musulmano e indù.

Un articolo (in francese) pubblicato sul sito web delle Missioni Estere di Parigi (cf. questo link) dà conto delle tribolazioni vissute anche in questi giorni pasquali da una famiglia cristiana di Dacca, la cui casa è stata incendiata nella notte fra il 21 e 22 aprile: ultimo episodio di una serie di persecuzioni e attacchi che continuano ormai da molto tempo…

Lavoro mortale in Bangladesh

crollo_BanglaContinuo, nel mio piccolo, ad attirare l’attenzione sul Bangladesh. Nei giorni scorsi l’ennesimo, catastrofico incidente sul lavoro ha provocato, a quanto sembra (le ricerche sono tuttora in corso), trecento vittime e centinaia di feriti. È solo l’ultimo di una serie di incidenti di vario genere che mettono in luce l’estrema precarietà delle condizioni di lavoro di questo povero paese.

Leggete qui l’articolo che Avvenire ha pubblicato sulla questione sabato 27 aprile 2013.

Secondo un aggiornamento dell’AFP del 6 maggio, i morti accertati nel crollo sono saliti a 654

… e il 10 maggio il numero era salito a 1045! (clicca qui)

… ultimo aggiornamento (12 maggio): 1125 vittime (clicca qui)

Vivere la Pasqua in Bangladesh

Le proteste di lavoratori tessili a Dhaka. Almeno 700 persone sono morte negli incendi delle fabbriche tessili dal 2006.
Le proteste di lavoratori tessili a Dhaka. Almeno 700 persone sono morte negli incendi delle fabbriche tessili dal 2006.

Nel 2008 ho passato la settimana dell’ottava di Pasqua in Bangladesh, invitato dai missionari del PIME. Nel ricordo di quei giorni, riprendo il messaggio pasquale inviato quest’anno dall’arcivescovo di Dhaka ai cattolici del Bangladesh, un paese poverissimo e attraversato da mille tensioni e problemi (non da ultimi le persecuzioni che i cristiani sperimentano). Per saperne di più, trovate notizie su AsiaNews (a questo link) da cui riprendo anche il messaggio.

Messaggio pasquale dell’arcivescovo di Dhaka

“La resurrezione di Cristo è molto importante per l’anno 2013, soprattutto per il modo in cui stiamo facendo esperienza della morte in questi tempi. La situazione politica attuale, la violenza continua e l’estremismo, ci mostrano la morte come una realtà spietata”.
Questo è il messaggio pasquale trasmesso ai cattolici del Bangladesh da mons. Patrick D’Rozario, CSC, arcivescovo di Dhaka. Il prelato paragona le sofferenze della gente, specialmente “delle minoranze”, alla morte di Cristo torturato e crocefisso, e la cui morte in croce è “Nuova vita e resurrezione”.
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… e bambini in Bangladesh

riprendo con qualche ritardo un’agenzia Fides sulla situazione dei bambini in Bangladesh, accompagnandola con una foto del mio viaggio del 2008

Ragazzi che giocano in un quartiere di Dhaka
Ragazzi che giocano in un quartiere di Dhaka

La povertà estrema obbliga i bambini a lasciare la scuola per trovare un lavoro

Agenzia Fides – Dacca – 11 gennaio 2013   

Istruzione penalizzata dalla povertà. E’ questa la situazione di quasi il 50% degli studenti delle scuole elementari del Bangladesh che sono costretti dalla schiacciante povertà ad abbandonare gli studi prima di completare la quinta elementare e a trovarsi un lavoro. Solamente una piccola parte della forza lavoro, lo 0.4%, riceve una preparazione professionale, tecnica, e viene retribuita con paghe molto basse. La situazione è particolarmente grave per i bambini di strada del paese che arrivano dalle baraccopoli urbane e lavorano in nero, da 10 a 12 ore al giorno, per 20/30 taka (circa 0.32 dollari). Un rapporto dell’ufficio statistiche bengalese ha rivelato che 5.8 milioni di bambini di età compresa tra 10 e 14 anni lavorano nel settore “informale”, non regolato cioè da norme o contratti, che comprende l’11.3% della forza lavoro totale. Questi piccoli non sono in condizioni di frequentare la scuola o di ricevere una formazione professionale. Con l’aiuto di programmi locali, destinati a sfruttare le capacità e le potenzialità dei giovani poveri, almeno 45 mila studenti tra 15 e 18 anni si stanno per diplomare e verranno impiegati in lavori dignitosi, con una paga iniziale di 5 mila taka (62 dollari) al mese. Oltre 140 mila giovani diplomati grazie ad uno di questi programmi hanno già trovato un lavoro permanente.

Bangladesh: bambini cristiani rapiti

Qualche anno fa (nella primavera del 2008) ho avuto la grazia di conoscere, sia pure per pochi giorni, il Bangladesh e di toccare con mano qualcosa della presenza cristiana e dell’azione dei missionari (particolarmente quelli del PIME, dai quali ero stato invitato) in questo paese.

Con questo ricordo rilancio la notizia apparsa ieri sull’Agenzia Fides, e che riguarda il rapimento e la islamizzazione forzata di bambini provenienti da famiglie cristiane (una parte consistente dei cristiani del Bangladesh viene dalle comunità “tribali”: anche la foto che pubblico qui è stata presa nel corso della visita che ho potuto fare nel 2008 a una di queste comunità a Dinajpur, nel nord-ovest del paese).

Chittagong (Agenzia Fides) – E’ un fenomeno che “inquieta la comunità cattolica in Bangladesh” e che “va monitorato dalla polizia”: i bambini cristiani, delle comunità tribali, vengono rapiti, venduti alle “madrase” (le scuole coraniche) e convertiti all’islam oppure “finiscono nelle mani di trafficanti senza scrupoli che li vendono all’estero come schiavi”. E’ l’allarme lanciato all’Agenzia Fides da Sua Ecc. Mons. Moses M. Costa, Vescovo di Chittagong… Continua la lettura di Bangladesh: bambini cristiani rapiti