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s. Agostino e l’antica Ippona

C’è una notizia che forse in Italia, compresa l’Italia cristiana, non ha avuto molta attenzione, ma che ritengo giusto rilanciare: è stata riaperta oggi 19 ottobre, dopo un periodo di restauro durato due anni, la basilica di S. Agostino ad Annaba, in Algeria. Annaba, non lontana dal confine con la Tunisia, è l’antica Ippona, l’Hippo Regius di cui Agostino fu vescovo dal 396 alla morte nel 430. È fonte di grande gioia pensare che questa chiesa – une delle pochissime chiese cristiane ancora aperte al culto in Algeria – sia stata restaurata, con il contributo di personalità di varia provenienza geografica e religiosa; e con un contributo personale di papa Benedetto XVI, e possa essere così ancora oggi meta di visite e pellegrinaggi. E anche se la basilica ora restaurata non è materialmente la chiesa nella quale tante volte Agostino ha predicato, prima da prete e poi da vescovo, è impossibile per me dimenticare le parole con le quali il biografo di Agostino, Possidio, conclude il suo racconto:

… egli fu un vescovo gradito e caro a Dio, vissuto correttamente e integramente nella fede, nella speranza e carità della Chiesa cattolica: lo riconoscono tutti quanti traggono profitto dalla lettura dei suoi scritti religiosi. Ma, io penso, ottennero maggior profitto coloro che poterono anche vederlo presente nella chiesa e l’udirono parlare, e soprattutto chi conbbe il suo modo di vita fra gli uomini.

La “Conferenza di Cartagine” (411)

Questa è proprio una cosa da “specialisti”. Ma giusto 1600 anni fa, nel giugno del 411, si tenne a Cartagine la Collatio cum donatistis: una “conferenza generale” di tutti vescovi, donatisti e cattolici, dell’Africa del nord, per cercare di venire a capo una buona volta dello scisma donatista, che devastava da oltre un secolo la Chiesa africana. Di questo incontro (che avvenne in tre sessioni) sono rimasti gli “Atti”, oltre ai resoconti che ne diede S. Agostino, che fu uno dei protagonisti della vicenda; è così possibile ricostruire le vicende e il dibattito nei dettagli – anche se gli Atti sono incompleti per la terza e decisiva giornata. Anche se non sono un esperto di queste cose, mi sembrava che valesse la pena ricordare questo anniversario: ne ho scritto un articolo pubblicato sull’ultimo numero della Rivista di teologia dell’evangelizzazione pubblicata dalla Facoltà teologica dell’Emilia Romagna (cliccate sull’immagine a fianco per il sommario del fascicolo, pubblicato a inizio luglio 2011). Per chi volesse sapere perché dovremmo interessarci a vicende così remote, se non siamo storici con interessi eruditi, dirò che tra le altre cose il donatismo (e la reazione “cattolica” ad esso) sollevò tra gli altri il problema (che non sembra remoto) del rapporto tra religione e violenza, del rapporto chiesa – potere civile ecc. Qualcosa da imparare c’è sempre.

Nello stesso numero di RTE c’è anche un articolo di don Davide Castagnetti su mons. Mario Prandi, fondatore della “Congregazione mariana delle Case della Carità”.