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“Le cicatrici del Rwanda”

Il libro Le cicatrici del Ruanda, di Valentina Codeluppi – ne avevo già parlato in un altro post – è arrivato nelle librerie. Vale la pena di leggerlo, soprattutto in questi giorni di crescente tensione nell’est della Repubblica Democratica del Congo (aggiornamenti sempre puntuali nel sito della Rete Pace per il Congo). Tra le fatiche della riconciliazione in Rwanda, e le tensioni che si vivono nell’area del Kivu, il nesso è profondo: è anche questo un motivo per continuare a tenere accesa l’attenzione per l’Africa.

Grande piccola Africa

Sull’ultimo numero di Internazionale (n. 972, 26 ott, – 1 nov. 2012) c’è questa straordinaria rappresentazione dell’Africa (presa dall’Economist: cliccate sull’immagine per vederla ingrandita) che ne mostra l’estensione rispetto ad alcuni grandi paesi del mondo.

Il direttore di Internazionale, G. De Mauro, presentando un reportage della CNN sulla schiavitù in Mauritania, commenta così la cosa:

 

Tutta l’Africa è grande come Cina, India, Europa, Stati Uniti, Messico e Giappone messi insieme. Sembra incredibile, ma è così. L’Africa è piccola solo nella nostra testa. E il fatto che la nostra percezione delle sue reali dimensioni sia totalmente distorta, spiega meglio di tante parole perché sotto i rilettori del mondo intero la Mauritania, probabilmente,
non ci finirà mai.

Rwanda: 18 anni

 Il Venerdì santo, 6 aprile, coincide quest’anno – non è la prima volta – con l’anniversario dell’inizio dei massacri che insanguinarono il Rwanda nel 1994. Sono passati 18 anni; a ricordo, riprendo una pagina del diario del primo viaggio che don Luigi Guglielmi fece in Rwanda all’indomani del genocidio, nel novembre del 1994. Visitò tra l’altro la chiesa di Ntarama, dove i corpi degli uccisi erano ancora ammucchiati uno sull’altro (li ho visti anch’io così, nel 2000; poi sono stati finalmente rimossi). Ecco le annotazioni di quella visita:

A Ntarama, una succursale a otto chilometri da Nyamata, c’è stato l’ennesimo massacro; i corpi sono ancora là, nessuno li ha toccati. Per arrivarci dobbiamo rientrare verso Kigali per pochi chilometri, poi svoltiamo a sinistra, tre km. e siamo alla succursale…

Ci avviciniamo. Lo spettacolo è terrificante. Davanti alla chiesa qualcuno ha allineato in bella mostra non meno di cinquanta teschi, molti dei quali portano inconfondibile il colpo del machete che li ha spaccati in due… Ma il vero spettacolo è dentro: in mezzo a un fetore indescrivibile, centinaia di corpi ancora nei loro abiti e qualche oggetto familiare, una tanica o altro, formano un uniforme tappeto di carne in decomposizione. Usciamo rapidamente in preda all’orrore, entriamo nella casa dei padri e in un’altra casetta vicina: stesso spettacolo, nelle pose più diverse, riversi, appoggiati al muro. A tanto arriva la ferocia degli uomini quando si lasciano guidare dalla vendetta e dall’odio. Non riusciamo a immaginare come sia avvenuto il massacro: anche qui dei buchi nei muri; non osiamo immaginare quello che potevano provare le centinaia di persone ammassate all’interno mentre da fuori gli indemoniati massacratori a colpi di piccone abbattevano il muro in più punti per farsi un varco e procedere al massacro generalizzato.

(da L. Guglielmi, Il rischio della carità. Scritti scelti 19891996, Ed. S. Lorenzo, Reggio Emilia, 2011, p. 264).

N.B.: La foto è stata trovata sul web, su eventuale richiesta degli aventi diritto sarà rimossa.

Il rischio della carità

Ho consegnato in questi giorni per la stampa il libro – di cui ho curato la pubblicazione – che raccoglie scritti di don Luigi Guglielmi. A quindici anni dalla sua morte improvvisa (10 maggio 1996) abbiamo finalmente portato a termine un progetto che era nato già all’indomani della sua morte. Avrà per titolo Il rischio della carità, e sarà pubblicato dalle Edizioni S. Lorenzo di Reggio Emilia.

In sei sezioni, per un totale di 336 pagine, raccoglie diversi testi, alcuni già conosciuti, altri completamente inediti, che riflettono il molteplice e appassionato impegno di don Luigi nel campo della carità, nella ricerca della pace e della non violenza, nel servizio delle chiese giovani (in particolare l’Albania e il Rwanda), nella parrocchia, nella liturgia e nella musica…

C’è proprio ancora tanto da riflettere e da imparare da questo prete mite nell’apparenza, ma tenace come una roccia nelle convinzioni e nell’impegno.

Il libro sarà presentato ufficialmente il 22 settembre 2011 con la partecipazione di mons. Mariano Crociata, Segretario generale della CEI, già compagno di studi (e di composizione di canti liturgici) di don Gigi a Roma.