con Francesco in Africa

C’è voluto il viaggio di papa Francesco in Africa per farmi tornare al mio blog dopo mesi di forzato silenzio (forzato dalle molte cose da fare, dopo il mio arrivo nell’Unità pastorale di Bagnolo in Piano): ma come sanno i tre o quattro che ogni tanto vengono a sbirciare queste mie note, a me l’Africa – e specialmente quella che il Papa va a visitare – sta molto a cuore.

Credo di non svelare alcun segreto di stato nel dire (come avevo saputo a giugno) che i vescovi del Rwanda avevano chiesto a Francesco di fare una tappa anche nel loro paese: effettivamente, tra Kenya e Uganda, “è tutta strada”, come si dice dalle mie parti. Peccato che Francesco non ce l’abbia fatta! Ma non importa: sapere che il suo primo viaggio in Africa (non solo da papa ma, se non sbaglio, di tutta la sua vita) lo porta anzitutto proprio in questa regione dei “Grandi Laghi”, mi dà molta gioia.

Non sono in Africa fisicamente, in questi giorni, ma col cuore sì, eccome, se ci sono. Safari njema, papa Francesco!

Progetto Amahoro, 20 anni

Nei giorni scorsi il Rwanda ha celebrato la sua “settimana della memoria”, in occasione del ventunesimo anniversario dell’inizio del genocidio del 1994. E vent’anni fa, proprio in questi mesi di primavera, don Luigi Guglielmi metteva a punto le coordinate del Progetto Amahoro, che la diocesi di Reggio Emilia avrebbe avviato nell’estate del 1995.

Nei giorni scorsi, Radio InBlu ha intervistato Maurizia Barbieri – volontaria del Progetto Amahoro che si trova attualmente in Rwanda (nella foto) – e me a proposito di questo progetto. Cliccate qui sotto per ascoltare l’intervista, che dura poco più di sei minuti.

Dare la vita, dare la morte

Torno al mio blog dopo una lunga assenza, dovuta anche ai vagabondaggi estivi; e ci torno per dar conto di una cattiva notizia, quella della morte di tre missionarie saveriane uccise nella loro missione di Kamenge, in Burundi: Bernardetta Boggian, Lucia Pulici e Olga Raschietti. Non credo di averle mai conosciute personalmente, pur avendo frequentato in alcune occasioni, anni fa, la casa delle Missionarie Saveriane a Parma, ma non importa: la loro vita donata, e ora la loro morte, che pure diventa dono, in qual paese dell’Africa dei Grandi Laghi e loro e anche a me molto cara, superano ogni distanza e conducono il cuore allo smarrimento e alla speranza.

Andate a questo link, nel sito web delle Missionarie Saveriane di Parma, per saperne di più.