Presepe siriano

Propongo una mia traduzione di questo intervento del vescovo maronita di Damasco, Samir Nassar, sul Natale della Siria in questo sesto anno di guerra (per la fonte, cf. qui)

La Siria, in questo sesto Natale, assomiglia più che mai al presepio: una stalla aperta, senza porta, fredda, priva di tutto, poverissima e devastata dalla violenza.
Gesù Bambino non manca di compagni, in Siria. Milioni di bambini che hanno perduto le loro case vivono senza riparo o sotto delle tende povere quanto la Mangiatoia di Betlemme.
Gesù non è più solo nella sua miseria. I bambini siriani abbandonati e devastati dalle scene di violenza vorrebbero essere al posto di Gesù, che ha pur sempre i suoi genitori. È un sentimento di amarezza che si vede nei loro occhi, nelle loro lacrime e nel loro silenzio…
Molti bambini siriani invidiano il Bambino divino perché ha trovato questo luogo modesto dove nascere e trovare riparo, mentre alcuni di loro sono nati sotto le bombe o lungo la strada dell’esodo.
Maria, nelle sue difficoltà, non è più sola; povere mamme alle quali è andata peggio vivono in una povertà estrema e si addossano le responsabilità della famiglia da sole, senza i mariti morti o scomparsi. Le precarietà del presepio le consola un po’…
La presenza rassicurante di Giuseppe nella Santa Famiglia è motivo di Gelosia per queste famiglie private di un padre… Privazione che nutre la paura, l’angoscia e l’inquietudine.
I nostri disoccupati invidiano san Giuseppe, artigiano che mette la Santa Famiglia al riparo dall’indigenza, dalla fame e dal pericolo, a costo di esiliarsi in Egitto…
I pastori e le loro greggi che si accostano alla mangiatoia dicono molto ai numerosi allevatori siriani che hanno perduto in questa guerra il loro capitale…
La vita nomade su questa Terra biblica, che risale ad Abramo e a molto prima di lui, scompare brutalmente con le sue antiche usanze di ospitalità e la sua cultura tradizionale.
I cani di questi pastori di Natale hanno compassione del destino degli animali domestici in Siria, vittime della violenza omicida; questi animali scheletrici si aggirano tra le rovine nutrendosi di cadaveri, in mancanza di pattumiere rifornite…
Il rumore infernale della guerra soffoca il Gloria degli angeli… Questa sinfonia di Natale per la pace è costretta a far posto all’odio, all’atrocità crudele e all’indifferenza del mondo…
Possano i tre Magi portare i regali di cui la Siria ha grande bisogno: la pace, il perdono e la compassione.
In questo Natale Gesù sorride al bambino siriano nudo e abbandonato e lo invita a condividere il suo presepe.

+Samir NASSAR
Arcivescovo Maronita di Damasco