Memoria di un maestro: Zoltán Alszeghy

Sono sufficientemente avanti con gli anni per aver fatto in tempo ad avere, come insegnante, p. Zoltán Alszeghy sj, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita: seguii il suo corso di antropologia teologica all’Università Gregoriana, a Roma, credo nell’anno accademico 1980-81, quando p. Zoltán era ormai al culmine della sua carriera di docente di teologia (non ho potuto seguire, invece, a causa della sua morte prematura, le lezioni del suo confratello, collega e amico, p. Maurizio Flick, con il quale p. Alszeghy firmò praticamente tutta la sua importante produzione teologica).

Nei primi anni dei miei studi romani, p. Alszeghy fu anche direttore spirituale della nostra comunità seminaristica: potei così conoscerlo anche prima di seguire le sue lezioni, attraverso le sue riflessioni e gli incontri personali.

L’Università Gregoriana gli dedica una giornata di studi, venerdì 16 gennaio 2015, meritato riconoscimento di un’opera teologica che il “grande pubblico” probabilmente conosce poco, ma che è ben nota e apprezzata da chi ha studiato e insegnato teologia, in Italia (fu anche, sempre con p. Flick, uno dei “padri fondatori” dell’Associazione Teologica Italiana) e fuori (cf. anche questo articolo di M. Gronchi dall’Osservatore Romano del 14 gen. 2015).

Se non sono male informato, p. Alszeghy, dopo la caduta del muro di Berlino, volle tornare nella nativa Ungheria per collaborare alla ricostituzione della presenza gesuita nel suo paese. Morì a Roma nel 1991.