Manlio Simonetti, in memoriam

È morto il 2 novembre di questo anno 2017 Manlio Simonetti, indimenticato maestro nello studio dei Padri della Chiesa (nella foto, è il secondo da sinistra: aveva ricevuto il Premio J. Ratzinger nel 2011).

Non ne mancheranno, credo, ricordi e ritratti ben più autorevoli del mio (segnalo intanto quello pubblicato da Claudio Moreschini su Avvenire di oggi 3 novembre), ma desidero esprimere qui la mia gratitudine per averlo avuto come insegnante.

Sono stato allievo del Prof. Simonetti all’Istituto Patristico Augustinianum a Roma; per quattro anni, dal 1981 al 1985, ne ho seguito i corsi (a un certo punto si era perfino stufato di vedermi…); come ci è accaduto spesso di osservare e ricordare con altri compagni di studio, tutti corsi insegnanti impeccabilmente, con invidiabile chiarezza espositiva e indiscussa competenza, e senza non dico un testo, ma neppure un appunto davanti; tranne, qualche volta, su un foglietto sgualcito, i riferimenti dei testi patristici che ci avrebbe letto e tradotto direttamente dall’originale…

Al di là di una certa sua ruvidezza di tratto, averlo come docente era, anche per il lavoro personale (sotto la sua direzione ho preparato la dissertazione per la licenza, e avviato quella per il dottorato… anche se qui l’ho ‘tradito’, percorrendo poi altre strade) una garanzia e, ancora di più, un’esperienza di apprendimento rigoroso, come poche altre volte ho potuto sperimentare.

Qualche amico, che era rimasto in contatto con lui più di quanto abbia potuto fare io (l’ho incontrato l’ultima volta a Bologna verso la fine del 2011), mi diceva che la sua vivacità intellettuale, il suo interesse per lo studio di testi che ormai conosceva si può dire a memoria, non si era affievolito, nonostante il passare degli anni.

Scompare un maestro, la cui vita di studio e di ricerca darà ancora molti frutti grazie ha quanto ha pubblicato e grazie alla schiera di allievi che ha formato e che, credo, gli devono molto più di quanto le parole possono dire. R. I. P.