Lutto per i morti delle Ramblas

Mi sembra da meditare la riflessione proposta da C. Ossola su Il Sole – 24 ore di domenica 20 agosto a proposito delle vittime dell’attentato terroristico sulle Ramblas di Barcellona del 17 agosto scorso. Ne ripropongo l’inizio:

L’attentato del 17 agosto a Barcellona, alle Ramblas, per la provenienza cosmopolita delle vittime e dei feriti, ha suscitato, e suscita, molti commenti, quasi tutti orientati a ripetere, insieme alla esecrazione per l’attentato, la difesa dei valori dell’Occidente, principale dei quali sarebbe una libertà che si esercita nel movimento verso luoghi-idolo, che meglio ci identificano che non le comunità locali nelle quali, con fatica, si è costretti a vivere.

L’analisi, che si ripete anche questa volta, mi pare carente e fuorviante: e, senza preamboli, mi permetto di dire, sommessamente, che mi sarei atteso che le Ramblas, pedonali, fossero chiuse, almeno per 48 ore, per rispetto e per lutto, sì per lutto, per le persone scomparse…

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