Il male e i suoi nomi

A proposito dell’uso, diventato orami purtroppo pressoché generale, di chiamare “olocausto” lo sterminio degli ebrei compiuto sotto il nazismo, Roberto Calasso osserva:

Per raggiungere la sua perfezione, il male non ha bisogno soltanto di essere commesso. Almeno altrettanto, ha bisogno di essere nominato con parole errate, perché questo già garantisce che il male stesso non rischia di giungere nella sua integrità alla chiarezza della mente. Finché dura un tale stato, il male potrà sentirsi sicuro di sfuggire a un giudizio che lo consideri per ciò che esso è stato.

R. Calasso, Il libro di tutti i libri, Adelphi, Milano 2019, p. 383.