I Re Magi

Il portale di notizie della S. Sede ha pubblicato un post con le poesie dedicate ai Magi. Ne riprendo una, quella di Edmond Rostand (sì, l’autore del Cyrano de Bergerac), riportando sotto anche il testo originale.

È proprio vero che la stella a volte riappare quando riprendiamo per mano le umili occupazioni quotidiane e pensiamo anche alla sete di altri. Buona Epifania!

Persero un giorno la stella.
Com’è possibile perdere la stella?
Per averla fissata troppo a lungo…
I due re bianchi, ch’erano due sapienti di Caldea,
col bastone tracciarono sul suolo grandi cerchi.

Si misero a far calcoli, si grattarono il mento…
Ma la stella era scomparsa come scompare un’idea,
e quegli uomini, l’anima dei quali
aveva sete di essere guidata,
piansero drizzando le tende di cotone.
Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri,
disse a se stesso: “Pensiamo alla sete
che non è la nostra.
Occorre dar da bere, lo stesso, agli animali”.
E mentre reggeva il suo secchio,
nello spicchio di cielo
in cui si abbeveravano i cammelli
egli scorse la stella d’oro che danzava silente.



Ils perdirent l’étoile, un soir ; pourquoi perd-on 
L’étoile ? Pour l’avoir parfois trop regardée, 
Les deux rois blancs, étant des savants de Chaldée, 
Tracèrent sur le sol des cercles au bâton. 
Ils firent des calculs, grattèrent leur menton, 
Mais l’étoile avait fui, comme fuit une idée. 
Et ces hommes dont l’âme eût soif d’être guidée 
Pleurèrent, en dressant des tentes de coton. 
Mais le pauvre Roi noir, méprisé des deux autres, 
Se dit “Pensons aux soifs qui ne sont pas les nôtres, 
Il faut donner quand même à boire aux animaux.” 
Et, tandis qu’il tenait son seau d’eau par son anse, 
Dans l’humble rond de ciel où buvaient les chameaux
Il vit l’étoile d’or, qui dansait en silence.