Eutanasia della vita religiosa?

Nel giorno in cui si ricorda S. Ignazio di Loyola, mi colpisce la riflessione che Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, pubblica su Jesus (agosto 2015, a p. 71), sotto il titolo Eutanasia della vita religiosa?

Ne ripropongo l’inizio, invitando gli interessati a leggere tutto il testo sulla rivista:

Papa Francesco ha proclamato il 2015 “anno della vita religiosa”: una scelta che dovrebbe animare un anno dedicato alla maggior consapevolezza del dono che la vita religiosa rappresenta per la Chiesa, un tempo di fervente intercessione perché il Signore rinnovi questa forma di vita alla sequela di Gesù. Ma nonostante i messaggi di papa Francesco a quanti vivono la sequela di Cristo nel celibato e nella vita comune, nonostante qualche vescovo abbia indetto una giornata per quel “piccolo resto” presente nella sua Chiesa locale, ormai l’anno volge al termine e pochi paiono essersene accorti, anche tra gli stessi cattolici. Questo dato suscita in me un’infinita tristezza perché, avendo scelto in gioventù questa vita e avendo visto in essa per cinquant’anni, devo ora costatarne la profonda crisi…

E la conclusione:

Crisi pasquale, quindi, o scomparsa, dolce morte nel silenzio generale? Eppure un resto rimarrà: se anche la vita religiosa fosse ridotta a un ceppo, ma quel ceppo sarà santo, allora sarà capace di offrire ancora qualche nuovo virgulto.