Curia romana

Sull’ultimo numero del settimanale cattolico The Tablet (pubblicato con la data del 2 giugno 2012), il corrispondente da Roma, Robert Mickens, fa una cronaca delle vicende che hanno agitato le acque dei palazzi vaticani nelle ultime settimane. E conclude (traduzione mia):

Per quanto le vicende delle ultime settimane possano sembrare rilevanti, questa poco sacra rappresentazione di astuzie e lotte intestine non può essere ridotta all’ennesima manifestazione del mysterium iniquitatis o semplicemente all’inevitabile risultato del peccato originale. Se così fosse, gli uomini che guidano la Curia Romana (per la maggior parte membri del clero) potrebbero essere essere perdonati per la loro incapacità nello sradicare reati e infrazioni di questa portata.
No, questi episodi del maggiordomo, del banchiere e del libro [di Nuzzi, ndt] sono soltanto il sintomo di un problema più di fondo. Si tratta semplicemente e chiaramente di questo: le arcane e non-evangeliche strutture di governo della Curia Romana, e anche quelle della Chiesa più ampiamente considerata, hanno urgente bisogno di riforma.
Finché non ci sarà un papa che lo capirà, l’implosione del corpo elitario che governa la Chiesa Romana continuerà.

Parole sante, a mio modestissimo parere.