Archivi categoria: liturgia

Ancora sul “pro multis”

L’amico e collega Franceso Pieri ha pubblicato sulla rivista Il Regno (per la precisione: Il Regno – Attualità, n. 10/2012 [maggio 2012], pp. 297ss) una riflessione attenta e giudiziosa (a mio parere) sulla travagliata questione (cf. già questo post) della traduzione delle parole del Signore sul calice, nella celebrazione della Messa: “pro multis”.

Ne “estraggo” solo la proposta complessiva di traduzione italiana delle parole sul pane e sul calice, invitando chi è interessato a leggere tutto l’articolo, che motiva le scelte di traduzione suggerite:

«Prendete e mangiatene tutti: (poiché) questo è il mio corpo che sarà consegnato per voi.

Prendete e bevetene tutti: (poiché) questo è il calice del mio sangue, / (il sangue) della nuova ed eterna alleanza, / che sarà versato per voi e per una moltitudine, in remissione dei peccati.
Fate questo in memoria di me».

 

Adonay Roy / Il Signore è il mio pastore

Adonay Roy / Il Signore è il mio pastore, è il concerto di Salmi che l’Istituto diocesano di musica e liturgia di Reggio Emilia esegue mercoledì 16 maggio 2012 (non sabato 12 maggio, come previsto in un primo tempo) alle ore 21 nella Cattedrale di Reggio Emilia: un concerto che l’IDML dedica in particolare al vescovo Adriano Caprioli, come segno di gratitudine per come ha sostenuto e promosso la musica liturgica e l’attività dell’IDML in questi anni; e anche per avere scelto il Libro dei Salmi come libro biblico dell’anno pastorale 2011-12. E proprio ai Salmi, in particolare secondo la tradizione ebraica, sarà dedicato tutto il concerto, che prevede questo programma:

Moshe Lustig (1922-1958), Salmo n. 1 per pianoforte e violoncello (Nadia Torreggiani, pf.; Matteo Malagoli, vlc.)

Ernest Bloch (1880-1959), Suite modale per flauto e orchestra (Giovanni Mareggini, fl.; Gli Archi italiani)

A. Kaplan (1930), Psalms of Abraham, Cantata sinagogale (su testi dei Salmi in ebraico) per soli, coro di bambini, coro misto e orchestra; Loredana Bigi e Sara Fornaciari, soprani; Coro di bambini e Coro misto dell’IDML; Gli Archi italiani; dirige Giovanni Mareggini.

Il concerto è a ingresso libero.

Concilio Vaticano II e rito della Messa

Riprendo dal blog di Matias Augé questo intervento del papa Paolo VI, tenuto nel corso del Concistoro del 24 maggio 1976:

[…] Si osa affermare che il Concilio Vaticano II non è vincolante; che la fede sarebbe in pericolo altresì a motivo delle riforme e degli orientamenti post-conciliari, che si ha il dovere di disobbedire per conservare certe tradizioni. Quali tradizioni? È questo gruppo, e non il Papa, non il Collegio Episcopale, non il Concilio Ecumenico, a stabilire quali, fra le innumerevoli tradizioni debbono essere considerate come norma di fede! Come vedete, venerati Fratelli nostri, tale atteggiamento si erge a giudice di quella volontà divina, che ha posto Pietro e i Suoi Successori legittimi a Capo della Chiesa per confermare i fratelli nella fede, e per pascere il gregge universale, che lo ha stabilito garante e custode del deposito della Fede.

E ciò è tanto più grave, in particolare, quando si introduce la divisione, proprio là dove congregavit nos in unum Christi amor, nella Liturgia e nel Sacrificio Eucaristico, rifiutando l’ossequio alle norme definite in campo liturgico. È nel nome della Tradizione che noi domandiamo a tutti i nostri figli, a tutte le comunità cattoliche, di celebrare, in dignità e fervore la Liturgia rinnovataL’adozione del nuovo “Ordo Missae” non è lasciata certo all’arbitrio dei sacerdoti o dei fedeli: e l’Istruzione del 14 giugno 1971 ha previsto la celebrazione della Messa nell’antica forma, con l’autorizzazione dell’Ordinario, solo per sacerdoti anziani o infermi, che offrono il Divin Sacrificio sine populoIl nuovo Ordo è stato promulgato perché si sostituisse all’antico, dopo matura deliberazione, in seguito alle istanze del Concilio Vaticano II. Non diversamente il nostro santo Predecessore Pio V aveva reso obbligatorio il Messale riformato sotto la sua autorità, in seguito al Concilio Tridentino […]

Eucaristia della Chiesa e ecumenismo

Si svolge in questi giorni, 25-26 ottobre 2011, all’Università Gregoriana di Roma, un importante convegno di studio sull’Anafora di Addai e Mari (clicca qui per ulteriori informazioni), un’antica preghiera eucaristica usata in alcune comunità orientali e che un intervento della Santa Sede di dieci anni fa ha riconosciuto legittima, sebbene non contenga esplicitamente le parole di Gesù sul pane e sul vino che, secondo la dottrina cattolica, sono necessarie per la “consacrazione”.

La questione ha suscitato molte discussioni, anche a motivo delle implicazioni ecumeniche, del modo di intendere la tradizione e al magistero della Chiesa: ne dà conto in modo chiaro e sintetico questo articolo del portale di informazione religiosa “Vatican Insider”

La Messa per tutti

Vedo con piacere che le Edizioni Qiqajon della Comunità di Bose hanno pubblicato la traduzione italiana del libro di J.-N. Besançon, La Messa per tutti. La Chiesa vive l’Eucaristia, pp. 160; mi piace un po’ meno il fatto che non abbiano conservato il titolo originale (La messe de tout le monde. Sans secret, ni sacré, ni ségrégation, che tradotto alla lettera sarebbe: La Messa di tutti. Senza segreto, né sacro, né segregazione), ma per il resto, in questi tempi nei quali si leggono e si ascoltano molte sciocchezze sulla liturgia e sulla riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II, mi permetto di raccomandare fortemente la lettura di questo libro. L’autore è parroco nella regione parigina, ed è stato per dieci anni direttore dell’Istituto superiore di pastorale catechistica all’Institut Catholique di Parigi.