21 maggio: in preghiera davanti all’Unico

O Dio, tu sei nostro Creatore.
Tu sei buono e la tua misericordia è senza limiti.
A Te la lode di ogni creatura.
O Dio, tu hai dato a noi uomini una legge interiore di cui dobbiamo vivere.
Fare la Tua volontà, e compiere il nostro compito.
Seguire le Tue vie e conoscere la pace dell’anima.
A Te offriamo la nostra obbedienza.
Guidaci in tutte le iniziative che intraprendiamo sulla terra.
Liberaci dalle nostre tendenze cattive che distolgono il nostro cuore dalla Tua volontà.
Non permettere che invocando il Tuo nome,
giustifichiamo i disordini umani.
O Dio, Tu sei l’unico. A Te va la nostra adorazione.
Non permettere che ci allontaniamo da Te.
O Dio, giudice di tutti gli uomini,
aiutaci a far parte dei tuoi eletti nell’ultimo giorno.
O Dio, autore della giustizia e della pace,
accordaci la vera gioia, e l’autentico amore,
nonché una fraternità duratura tra i popoli.
Colmaci dei Tuoi doni per sempre.
Amen!

Questa che ho riportato è la preghiera che S. Giovanni Paolo II ha fatto al termine del discorso ai giovani incontrati a Casablanca, in Marocco, il 19 agosto 1985. La riprendo oggi per ricordare la morte dei Monaci trappisti di Tibhirine (nella foto: cappella del monastero), in questa data del 21 maggio che ne fissa ufficialmente il martirio, avvenuto nel 1996. Fr. Christian de Chergé, in una lettera inviata a p. Maurice Borrmans da Tibhirine il 6 ottobre 1985, commentava così questa preghiera, «senz’altro personale ed espressa in ‘noi’ e amâma-kum: preghiera d’Imâm, all’ora del Maghrib.
[Giovanni Paolo II] ha certamente voluto che questa preghiera fosse l’occasione e il mezzo di una comunione già possibile; l’ha concepita in modo che il suo uditorio si sentisse “chiamato alla preghiera” e non solo spettatore di un atto compiuto da un estraneo. In questo senso, mi sembrava che avesse adempiuto pienamente al suo ruolo apostolico e profetico, nella Chiesa e per il mondo, quello di manifestare [signifier] il Cristo che intercede continuamente a nostro favore e di confermare i fratelli nella ricerca di Dio» (Ch. de Chergé Prieur de Tibhirine, Lettres à un ami fraternel. Introd. et édit. du p. M. Borrmans, Bayard 2015, p. 228).