s. Agostino e l’antica Ippona

C’è una notizia che forse in Italia, compresa l’Italia cristiana, non ha avuto molta attenzione, ma che ritengo giusto rilanciare: è stata riaperta oggi 19 ottobre, dopo un periodo di restauro durato due anni, la basilica di S. Agostino ad Annaba, in Algeria. Annaba, non lontana dal confine con la Tunisia, è l’antica Ippona, l’Hippo Regius di cui Agostino fu vescovo dal 396 alla morte nel 430. È fonte di grande gioia pensare che questa chiesa – une delle pochissime chiese cristiane ancora aperte al culto in Algeria – sia stata restaurata, con il contributo di personalità di varia provenienza geografica e religiosa; e con un contributo personale di papa Benedetto XVI, e possa essere così ancora oggi meta di visite e pellegrinaggi. E anche se la basilica ora restaurata non è materialmente la chiesa nella quale tante volte Agostino ha predicato, prima da prete e poi da vescovo, è impossibile per me dimenticare le parole con le quali il biografo di Agostino, Possidio, conclude il suo racconto:

… egli fu un vescovo gradito e caro a Dio, vissuto correttamente e integramente nella fede, nella speranza e carità della Chiesa cattolica: lo riconoscono tutti quanti traggono profitto dalla lettura dei suoi scritti religiosi. Ma, io penso, ottennero maggior profitto coloro che poterono anche vederlo presente nella chiesa e l’udirono parlare, e soprattutto chi conbbe il suo modo di vita fra gli uomini.

Il libro e i suoi eredi

Bibliot_Lombardini_small“Il libro e i suoi eredi” è il titolo dell’incontro pubblico di presentazione della Biblioteca “Pietro Lombardini”, che si terrà lunedì 21 ottobre 2013, alle 18,15 nel Seminario di Reggio Emilia (viale Timavo 93). Con una lectio di mons. Luciano Monari, vescovo di Brescia, già professore di Sacra Scrittura a Reggio Emilia per molti anni, vogliamo presentare al pubblico il lascito librario di don Pietro Lombardini (1941-2007), insegnante di Sacra Scrittura e di teologia per molti anni nello Studio Teologico interdiocesano e nell’Istituto di scienze religiose di Reggio Emilia, oltre che in altre istituzioni.

Prima della sua morte prematura, Lombardini ha voluto lasciare la sua biblioteca personale alla Biblioteca del Seminario di Reggio Emilia: un lascito di particolare interesse per quantità (oltre tremila volumi) e soprattutto per qualità: perché si tratta di testi scelti accuratamente, letti attentamente, con particolare attenzione naturalmente agli studi biblici e, in modo speciale, a tutto ciò che riguarda la vicenda ebraica nel passato e nel presente. La sezione di ebraistica è particolarmente ricca e interessante, e documenta l’attenzione riservata da Lombardini alla conoscenza della tradizione di Israele e al dialogo ebraico-cristiano.

Il fondo lasciato da Pietro Lombardini alla Biblioteca del Seminario di Reggio Emilia è stato sistemato in un ambiente apposito, e dalla primavera scorsa è completamente catalogato: per maggiori informazioni, andate al sito web della Biblioteca del Seminario.

L’incontro di lunedì 21 vedrà l’intervento iniziale di Michela Dall’Aglio, presidente dell’Associazione DialogaRe che, insieme con la Biblioteca del Seminario, organizza l’evento; seguirà la lectio di mons. Monari, due interventi più brevi di d. Daniele Gianotti e d. Filippo Manini, e un saluto conclusivo del vescovo di Reggio Emilia, mons. Massimo Camisasca. L’incontro è aperto al pubblico; dalle 17,30 sarà possibile anche visitare gli ambienti della Biblioteca del Seminario e la sala dedicata alla raccolta Lombardini.

Atti degli Apostoli

Il sussidio diocesano sugli Atti
Il sussidio diocesano sugli Atti

La diocesi di Reggio Emilia – Guastalla seguirà, come libro biblico dell’anno pastorale 2013-14, gli Atti degli apostoli.

Mi è stato chiesto di introdurre la lettura di questo libro nel momento di incontro degli operatori pastorali che si è tenuto in Cattedrale domenica 6 ottobre 2013. Per chi fosse interessato, è disponibile una registrazione di questo intervento: potete scaricare il file mp3 [32,8 Mb] a questo link; nei primi sei minuti c‘è l’intervento introduttivo del vescovo, mons. Massimo Camisasca; segue la mia riflessione, che dura poco meno di mezz’ora.

Per chi volesse invece il testo scritto, è disponibile a questo link.

Lago Turkana

Il lago Turkana
Il lago Turkana

Il 13 agosto scorso, rientrando dal Rwanda verso l’Italia (via Qatar), l’aereo ha sorvolato il Lago Turkana, che si trova in Kenya, ai confini con l’Etiopia sud occidentale e il Sud Sudan. Il Turkana non è tra i più grandi dei laghi africani (comunque potrebbe contenere più che abbondantemente le provincie di Reggio Emilia e Parma insieme), ma mi faceva una certa impressione vedere questa grande distesa d’acqua in mezzo a quello che, dall’aereo, sembrava puro e semplice deserto.

In realtà le cose non sono così semplici, naturalmente; un’intervista rilasciata a Misna dal vescovo kenyota Dominic Kimengich, vescovo della diocesi di Lodwar, dove si trova il lago, fa capire diverse cose di questa regione poverissima che, a quanto pare, è ancora abbastanza estranea al turismo ma potrebbe non essere più estranea agli interessi economici.

L’intervista è accessibile a questo link.